Vicky's Melting Pot


Asakusa (浅草) 2011

Jun 11, 2020

Scritto pseudo-poetico steso di getto - 11 giugno 2020



Ti amo.
Non so spiegarlo in altro modo che così.
Non so nemmeno se sei reale, e probabilmente non lo sei.
Ti amo forse dal primo momento, anche se non ti conoscevo, anche se ero immersa nel mio.
Ti amo perché ho cercato di estirparti dal mio cuore, come un’erbaccia.
Ma dopo tutto questo tempo continui a mangiarmi dentro,
come le radici della malerba, come la testa di una zecca rimasta nella carne.
Ti amo e non dovrei, perché non ci siamo mai appartenuti.

Ti amo perché da prima ti stimavo, e poi ero invidiosa di te, e poi gelosa di te,
e poi di te delusa, ma non riuscivo a perdere la stima per te.
Ti amo perché non sei il mio tipo, sei tutto il contrario di ciò che mi può piacere in un uomo,
eppure ti ho desiderato.
Ti amo perché da prima ti ho voluto bene.

Ti amo perché ti odio.
Ti amo perché non te ne è mai importato di me.
Ti amo, e ti odio, perché hai sempre ragione tu.
Perché mi fai sentire una persona peggiore di te in ogni aspetto della mia persona.

Ti amo perché ti ho idealizzato. Perché più passa il tempo,
più il te che vive nella mia testa non ti assomiglia,
possiede una dolcezza ed una premura che non hai mai mostrato.
Ti amo, perché al tempo non avevo nessuno su cui contare,
ed ora perché non ho niente di meglio a cui pensare.
Ti amo perché avrei voluto una tua critica, un’altra, un’ultima volta.
Forse per sentire la ragione che non voglio avere.
Ti amo perché sei migliore di me in ogni aspetto della tua persona.

Ti amo perché hai un buco nero dentro, ma non ti lamenti come faccio io.
Avrei voluto lenirlo, ma non si colma un buco con un altro buco.
Ti amo per la luce che comunque ti ostini a portare, e per il buio che non ti meriti.
Ti amo, perché sei migliore di me in ogni aspetto della tua persona.

E’ proprio per questo che ti amo, perché sai che non sono buona per te.
Ti amo nonostante tutto, e proseguo da sola con la compagnia di un te che non sei.

Ti amo perché, nonostante le parole cancellate e le pagine strappate,
non ti ho mai ancora detto addio.





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