The principal didn’t want to let my father go, and it was clear that she kept asking him questions just to hear his tone of voice again and, who knows, maybe hoping for further compliments or the start of a friendship with a courteous and refined person who had considered her worthy of his brilliant reflections. Even before she made up her mind to let us go, I was sure that as soon as we were in the courtyard my father would make me laugh, mimicking the tone of her voice, the way she made sure her hair was in order, the expression with which she reacted to his compliments. That is exactly what happened.
“I don’t want anything. Everyone always does what you want, Papa, you know how to get inside people’s heads.”
[original version]
La preside non voleva più lasciar andare mio padre, e si vedeva che gli rivolgeva domande e domande solo per sentirne ancora il tono di voce e chissà, forse sperando in altri complimenti o nell’inizio di un’amicizia con una persona gentile e fine che l’aveva considerata degna di belle riflessioni. Io, quando ancora lei non si decideva a lasciarci andare, ero già certa che appena nel cortile mio padre per farmi ridere avrebbe rifatto il tono della sua voce, il modo di verificare se i capelli erano in ordine, l’espressione con cui aveva reagito ai suoi complimenti. Fu quello che puntualmente accadde. «Hai visto come ha sbattuto le ciglia? E la mossa con la mano, per mettersi a posto i capelli? E la voce? Oh sì, uh uh, professore, ma no». Risi, proprio come da bambina, già mi stava tornando la vecchia ammirazione infantile per quell’uomo. Risi forte, ma in imbarazzo. Non sapevo se lasciarmi andare o ricordarmi che quell’ammirazione non se la meritava, e gridargli: le hai detto che gli uomini hanno sempre torto e devono assumersi le loro responsabilità ma tu con mamma non te le sei assunte mai, e nemmeno con me. Sei un bugiardo, papà, un bugiardo che mi fa paura proprio per questa simpatia che quando vuoi sai suscitare. ... La sovreccitazione per la buona riuscita della sua impresa durò finché non entrammo in macchina. Ancora mentre si sistemava al volante, mio padre infilò frasi boriose l’una dietro l’altra. «Questa prendila come una lezione. Si può mettere sull’attenti chiunque. Sta’ sicura che per il resto degli anni di liceo quella donna sarà sempre dalla tua parte». Non riuscii a frenarmi e risposi: «Non dalla mia, ma dalla tua». ... «Non voglio niente. Si fa sempre quello che vuoi tu, papà, sai come entrare nel cervello della gente».
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