Chi non l'avesse ancora fatto, è pregato di leggere il post sull'Antefatto prima. Hvala!
Io e la mia amica/collega TSU siamo partite con la Turkish Airlines alle ore 22:00 dall'aeroporto di Narita, Chiba, Giappone.
> chi è stato alla Tufs o comunque è vissuto non proprio al centro di Tokyo, può immaginare tutto lo sbattimento ogni volta che ci si imbarca per Narita... Sono intorno alle 2 ore di viaggio, da calcolare quindi 2 ore PRIMA delle 2-3 ore canoniche da check-in, una valigia alla mano che si deve evitare di far cadere sugli altri passeggeri, e uscire di casa intorno alle 17 per poter arrivare giusto in tempo.
Senza contare che.............
Avevo appuntamento con TSU alle 20 al check-in dell'aeroporto, terminal 1. Ed ero quasi arrivata, a pochi minuti dalle 20, a una sola fermata dalla destinazione (con la Keisei Line). Se non che 'sto imbecille mezzo ubriaco che scende alla fermata prima della mia, praticamente barcolla e quasi urta il treno che stava per partire... e cosa succede? Beh, semplice: il treno parte, fa una brusca frenata, l'addetto annuncia che hanno dovuto fermarsi urgentemente, e restiamo bloccati qualche minuto :-/
Per fortuna, secondo il secondo annuncio, quell'idiota aveva solo "toccato" il treno e il peggio si era evitato. Se fosse finito di sotto (cosa apparentemente non rara a Tokyo), ci sarei mai arrivata al terminal? <
Il viaggio è stato praticamente un'odissea. 12 ore di volo da Narita a Instanbul, dolore alleviato dal fatto che, ricevuta la cena, era ora della nanna e nonostante il sonno leggero e interrotto e il mal di schiena, la "nottata" ha in qualche modo accorciato il senso del tempo. Inoltre, come mi era stato detto, il cibo della Turkish è veramente buono!
La sofferenza vera è propria sono state le successive 13 interminabili ore di scalo ad Instanbul. Ore in cui abbiamo cercato invano di ammazzare il tempo in tutti i modi, chiacchierando, facendo colazione, leggendo, dormendo sui sedili dell'aeroporto (con un tenerissimo bambino indemoniato affianco che per ore ha esaurito le energie dei genitori che tentavano di abbatterlo).
Direi che abbiamo contribuito grandemente al ristorante italiano Carluccio's, con cappuccino, svariati caffè, comprando le patatine, estando là per delle ore intere xD A proposito di Carluccio's, la mattina prestissimo siamo andate lì e abbiamo chiesto al cameriere se potevamo utilizzare il wifi del locale: lui inizia dicendo che se non ordinavamo almeno 20 dollari a testa non era possibile, e poi stupisce con il caro vecchio umorismo mediterraneo: era uno scherzooooo!
Dopodiché abbiamo chiesto se era possibile pagare in euro, e lui nuovamente con no, perchè noi siamo un ristorante particolare, siamo diversi dagli altri, bla bla bla... e io certo che non me la bevo xD
TSU è parsa abbastanza colpita da questo tipo di umorismo, mentre a me da italiana per giunta napoletana è sembrato normale.
Come mi avevano suggerito, i Lokum (dolce turco a base di pistacchio e miele) è davvero buono. Abbiamo pensato di prenderne alcuni pacchi nel viaggio di ritorno, realizzando purtroppo tardi che quando ce ne andremo avremo ben poco tempo di scalo!
Era molto figo lo stand con l'assaggio del loqum tagliato a mo' di kebab, con una bella donna turca vestita in dorati abiti arabeggianti che attirava clientela.
[foto da internet]
Finalmente, alle 18:00 ora di Instanbul, ci siamo imbarcate per l'ultimo aereo diretto a Lubiana! Siamo arrivate verso le 19:00 ora locale (che poi è la stessa che in Italia). TSU aveva prenotato uno shuttle bus che è venuto ad accoglierci in aeroporto fino alla pensione Pod Lipo.
E' la prima volta che TSU viene in Europa, e sentirla commentare stupita le diversità delle strade notturne (la guida a destra come negli Stati Uniti, i segnali stradali, l'autostrada ecc.) è stato abbastanza divertente.
Per me tutto è parso così uguale a casa che se non avessi saputo che ero in Slovenia avrei giurato di stare percorrendo la superstrada di Nola.
Segnale di attraversamento pedonale europeo:
Segnale di attraversamento pedonale/biciclette giapponese:
Siamo arrivate alla pensione Pod Lipo stanche e distrutte, e siamo crollate. Il giorno dopo ci avrebbe atteso l'incontro con la prof. Moritoki e la prima visita alla facoltà di Studi Asiatici dell'università di Lubiana.
- Giorno 1 (13. februar 2017 ponedeljek) -
La pensione Pod Lipo è un posto davvero molto carino, e ci siamo trovate subito benissimo. Lo staff, come anche il padrone (il sig. Marjan) parlano fluentemente inglese, e il signor Marjan parla anche italiano. C'è una cucina di utilizzo comune, un po' freddina rispetto alla nostra stanza che è caldissima, ma molto carina e pulita. Si può prendere il caffè gratis dalla macchina istantanea, ma in alternativa per chi lo desidera può farsi anche una moka grande di espresso, e oltre ai fuochi a induzione c'è un bollitore dell'acqua calda che per TSU è stato amore a prima vista! In effetti è molto cinesizzante, bianco con motivi blu (non che TSU sia cinese, in effetti è un bel bollitore).
Inoltre, il signor Marjan mette a disposizione le mele del suo giardino e ci ha esordito a mangiarne quante ne vogliamo, sottolineando che non spruzza insetticidi né niente di strano. Sono mele davvero buone e, dopo un anno di mele giapponesi troppo "perfette" tanto da essere sospette, ci vuole un tocco di imperfezione di madre natura (:
Abbiamo affrontato l'umida giornata in cerca della tanto decantata caffetteria francese "Le Petit cafè". Non abbiamo dovuto camminare molto, un 5 minuti è stato sufficiente. Lì abbiamo ordinato 2 colazioni "petit" (Le petit zajtrk) con 2 cappuccini, e TSU ha preso anche delle verdure con un'aggiunta di 80 centesimi. Il menù della colazione Petit comprende: Una omelette, burro, marmellata di mirtilli, miele, un piccolo croissant, succo di arancia.
Davvero buono, anche se quotidianamente non fattibile per uno stomaco italiano.
Anche qui, TSU è rimasta scioccata vedendo coppie, gruppi di studenti, amici, insomma gente di ogni tipo, che interagiva SENZA telefono. <<Qui nessuno usa il telefono!>> ha esclamato ridendo. E già, perchè se noi italiani ci lamentiamo che stiamo diventando sempre più dipendenti dallo smartphone, non abbiamo ancora visto niente. In giappone, è la normalità che una coppia esca e non si rivolga quasi per niente la parola, seduti al tavolo ognuno guardando il - o perfino giocando col! - proprio telefonino per un'eternità. Sono quelle cose che, da persona amante della chiacchiera quale sono, faccio fatica ad assimilare anche dopo anni di vita in Giappone.
Dopodiché abbiamo un po' gironzolato per la città, visitando la piazza, comprando souvernir (sì, già souvenir!), tentando di esercitare con la gente il mio sloveno sgangherato, arrivando fino ai tre ponti del fiume. Lubiana è molto carina come città anche se molto più piccola di quello che avevo immaginato! Sapevo fosse piccola, ma quasi quasi sembra Caserta per l'aria di provincialità da cittadina che si respira. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi: a me il caos di Tokyo non ha mai granché entusiasmato (perciò adoro Mitaka).
Dopo compere alla spar e pranzo frugale alla pensione a base di pizza e insalata, ci siamo incontrate con la prof. Moritoki la quale ci ha condotto a visitare la facoltà di studi asiatici situata proprio qui vicino. L'università di Lubiana ha molte sedi e svariate facoltà, ma quella di giapponese mi è sembrata, pur se piccola, molto sistemata e ben organizzata: ci sono 2 aule dei docenti (una in più che nella super-affollata facoltà dell'Orientale).
Verso le 16 abbiamo assistito a una lezione di giapponese tenuta in coppia da uno studente magistrale sloveno e uno studente di scambio giapponese a studenti del liceo. E' stato molto interessante vedere come questi ragazzi stanno affrontando la loro primissima esperienza in assoluto di insegnamento, e questo mi ha fatto rendere conto che ci vuole tanto lavoro dietro alla preparazione di una lezione di lingua.
La sera, complice il freddo e il "buio" tutto intorno alla pensione (a parte baretti all'aperto non c'è quasi nulla), siamo andate al tailandese di fronte al Pod Lipo. Buonissimo, un set a dir poco GIGANTE compreso di zuppa + piatto a scelta + dessert di banane alla crema di cocco a soli 12.40 euro..... ma le porzioni erano disumane! In preda ai crampi per aver ingurgitato troppo, ci siamo scusate con il cameriere (/padrone?), che ci ha gentilmente fornito i cartoni per il take away.
E ora, le banane saranno la mia colazione.
Ad ogni modo, per uno stomaco italiano soprattutto maschile, qui è consigliato. E poi la birra slovena era davvero buona.
E ora, inizia il nostro giorno 2!



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