Vicky's Melting Pot


Asakusa (浅草) 2011

Dec 16, 2011

Venerdi 16 dicembre 2011 - Festa pre-feste natalizie!


Salve mondo, oggi è venerdì 16 e le vacanze natalizie si avvicinano…. Direi che siamo belli fortunati, noi studenti ISEP abbiamo solo lunedì 19 ancora come giorno di lezione, e poi se ne riparla il 10 gennaio :-) grandissima occasione per continuare a poltrire, se come me siete nullafacenti nati!!
Ad ogni modo, alla TUFS oggi si organizzavano varie attività a cui per partecipare occorreva compilare un modulo d’iscrizione. Ad alcune di queste era richiesto inoltre di scegliere un orario tra quelli offerti… io non ho potuto partecipare a tutte, anche perché avevo lezione come assistente alla quinta ora (dalle 4 alle 5 e mezza), così ne ho scelte tre:

ore 13:00-14:00 à prova di kimono.
Si è tenuta nella International Hall del secondo dormitorio della TUFS (la mia fortuna è che, vivendo al secondo dormitorio, sono dovuta solo scendere al primo piano).
La mia preoccupazione era che data l’altezza, non avessero dell’“armamentario” adatto a me, ma per fortuna questo non si è rivelato essere un problema! Più che altro la parrucchiera si è inizialmente trovata in difficoltà sul come aggiustare i miei capelli, che sono abbastanza corti… alla fine me li ha alzati con delle mollette e mi ha messo delle decorazioni di color lavanda. Ad una mia amica ha fatto una pettinatura alla “odango”, come si porta qui tantissimo anche per tutti i giorni: ovvero una gigantesca palla in testa, una cosa che se un’italiana andasse in giro così la prenderebbero per pazza… ma qui è abbastanza normale, e una volta che ti ci abitui è anche carina :-)
Mi hanno fatto indossare un kimono sul rosa e sul nero con dettagli dorati, con tanto di tabi (足袋, calzini giapponesi in cui il dito alluce è separato dalle altre dita) e di sandali – troppo piccoli per me. Dopodiché abbiamo avuto una mezz’ora di autonomia prima di restituire il tutto, e ci siamo divertite a farci foto a vicenda ;-)

Si stanno provando i kimono







Ore 14:00-15:00 à cerimonia del tè
La cerimonia del tè si è tenuta nella stanza in stile giapponese che si trova vicino al SEIKYO, il negozietto interno all’università nelle immediate vicinanze della Coop.  

Premesso che avevo già assistito ad una cerimonia del tè all’associazione JUSCO, questa è stata senza dubbio più breve ma ho imparato che ci sono delle formule che l’altra volta non ci erano state insegnate. Quindi spiego un attimo quello che mi è stato illustrato.
 
Cerimonia alla JUSCO
 
Alla TUFS


Ci si siede nella stanza di tatami (la stanza tappezzata di stuoie in stile giapponese), mentre arriva una donna vestita in kimono e ti porge un piattino con all’interno un singolo dolcetto a testa, in genere ripieno di anko (marmellata di fagioli rossi giapponese, che a me piace tanto). A seconda delle stagioni, il dolcetto cambia forma e colore, e può variare anche il tipo di anko all’interno. Alla JUSCO, in ottobre, avevo assistito a ben due cerimonie del tè: una da seduti su sedie ordinarie, ed una seconda nella stanza in stile tradizionale. Nel primo caso ci avevano dato un dolcetto a forma di coniglietto, con della farcitura gialla all’interno – a quanto ho capito pare sia un tipo diverso di anko.
 Nella seconda tornata abbiamo invece mangiato un dolcetto a forma di fiore rosato, per adeguarsi alla stagione invernale. Inoltre, in quel caso abbiamo visto un bollitore tipico che oramai funziona ad elettricità, ma non affossato nel pavimento. Questa volta, invece, il dolcetto aveva una forma molto più elaborata, e il bollitore si trovava in uno scomparto nel pavimento per il quale i tatami erano stati tagliati apposta.

NB.: se andate ad assistere ad una cerimonia del tè, sarebbe meglio non portare jeans. Sono abbastanza scomodi, se dovete restare inginocchiati.
 Prima del dolcetto si dà un tovagliolino di carta rigida con uno stecchino: è su quel tovagliolino che si porge il dolcetto dopo aver ringraziato e fatto l’inchino, e si consuma tagliandolo a pezzi con lo stecchino.
Dopodiché, finita la preparazione del tè verde maccha, si serve. Al riceverlo, ci si inchina in avanti dopo la persona che te lo porge dicendo una formula rituale (che ora non ricordo), e si riceve la tazza seguendo un ordine preciso, facendola ruotare due volte nella mano prima di consumarla.
E’ stata un’esperienza che mi ha nuovamente affascinata, e conto di ripeterla.

Ore 14:00à lezione di shōgi.
Gli shōgi sono la versione giapponese degli scacchi e, per quanto esteticamente possano sembrare molto simili alla dama, in verità potrei dire che si avvicinano molto di più agli scacchi di quanto immaginassi. Vi sono pedine come il Re, l’Oro, i Cavalli, Pedoni ecc., e tutti hanno un modo diverso di spostarsi sul tavolo da gioco. Si vince quando si riesce a mangiare il Re, o quando si mette il Re avversario nella posizione in cui qualunque mossa faccia dovrà essere mangiato. La differenza principale con gli scacchi sta nel fatto che puoi mettere in campo come tue le pedine dell’avversario che hai mangiato. Inoltre i pezzi, una volta entrati in territorio nemico, possono essere capovolti recando un segno diverso scritto sul retro: la pedina cambia aumentando le proprie possibilità di spostamento e rendendo il gioco molto più difficile.
Questa è una foto esemplificativa (non è mia, l’ho presa da Internet):

C’erano anche altre attività come quella degli origami, dello shodō e dello ikebana, ma per mancanza di tempo non ho potuto parteciparvi. Ad ogni modo, ho già avuto il mio assaggio delle tre attività sopracitate alla JUSCO, quindi vi posto qualche foto scattata in quell’occasione:
Origami – arte di creare figure piegando la carta: qui è molto popolare, ci sono soprattutto molti libri per bambini che spiegano figure più o meno semplici (noi facevamo riferimento a un libro, per l’appunto):

Shodō – calligrafia. Con il pennello, la carta e il sumi (l’inchiostro nero), si possono scrivere tanti caratteri in modo che siano esteticamente attraenti:

Ikebana – arte di arrangiamento floreale. Qui vi posto i fiori che avevo arrangiato la volta scorsa, e quelli arrangiati oggi da Irene:

Dalle 17:45 in poi, nelle sale della mensa si è quindi tenuta una festa a cui hanno preso parte studenti stranieri, giapponesi ed i presenti alle varie attività. Abbiamo mangiato come i maiali, e sorprendentemente c’era anche vino :-P

E adesso cari amici miei, dopo aver indossato il kimono, dopo essermi resa conto che forse stringeva più di quanto dovesse e dopo aver mangiato l’ira di dio, direi che pure per me è arrivato il momento della buona notte…

Buon inizio feste a tutti! Presto, partenza natalizia per Kyoto, Osaka e Nara!!!

Glossarietto:

祭り
matsuri
“festa”, in particolare si tratta di feste di paese – diffusissime in giappone. Si distingue dalla festa normale, ovvero paatii (パーティー)
申し込み
mōshikomi
modulo d’iscrizione
茶道・お茶
sadō / o-cha
cerimonia del té
将棋
shōgi
scacchi giapponesi
着物
kimono
kimono
試着
shichaku
indossare, provare.
書道
shodō
calligrafia
生け花・華道(花道)
Ikebana / kadō
Ikebana, arte dell’arrangiamento floreale
折り紙
origami
Origami, l’arte delle figurine fatte piegando la carta
お団子
o-dango
Dango, tipici dolci giapponesi a forma di palline generalmente infilzate su uno spiedino. Il termine si usa anche per indicare le pettinature con i capelli raccolti “a palla” o a “palline”, che ricordano appunto gli o-dango.

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