Salve a tutti e buone feste!
Oggi sono andata a casa della mia “famiglia” giapponese a festeggiare il Natale. Dal momento che volevano mangiare la carbonara, ho portato tutto l’occorrente per cucinare la pasta da loro.
Dovete sapere che il cibo italiano è popolarissimo in giappone, e tra i piatti più famosi in assoluto, oltre alla pizza, c’è la pasta carbonara (e la cosiddetta “Naporitan”, che di napoletano ahimè non ha proprio nulla!). Tuttavia, la carbonara che si cucina qui farebbe accapponare la pelle al meno verace dei romani per la sua diversità. Avevamo già avuto esperienze del genere quando siamo andati tutti ad un tabehōdai (食べ放題, ovvero: si mangia a volontà per un lasso di tempo limitato pagando un fisso) in questo locale “italiano” a Kichijōji chiamato La Pausa: due piatti di carbonara restarono pressoché intatti! Non che il cibo non fosse buono, anzi abbiamo svuotato il ristorante. Solo che quei vassoi pieni di spaghetti bianchi bianchi con un uovo crudo ancora non mischiato al centro erano davvero troppo per i nostri stomaci :-P
Tornando a noi, sapendo che i giapponesi sono abituati a vedere solo spaghetti e sporadicamente penne, ho portato appositamente il tipo di pasta che a Napoli – e in particolare a casa mia – usiamo di norma per cucinare la carbonara: i fusilli. Inutile dire che la mamma e il papà sono rimasti sbigottiti dalla totale diversità della preparazione da quella che loro conoscevano… e la signora è rimasta talmente colpita dall’esistenza dei fusilli che ne ha parlato per tutto il pranzo!
NB: per chi si trova in zona, a Musashi-sakai si trova un supermercato detto Hanamasa che vende merce dì’importazione a prezzo basso, e pacchi di pasta pugliese da 500 g a ottimo prezzo! ;-) vendono anche ceci e fagioli in scatola a meno di 100 yen, provenienti nientedimeno che da OTTAVIANO!
Dopo pranzo, i bambini (Ryuta, 8 e Hayato, 5) mi hanno mostrato le trottole giapponesi dette Koma.Ce ne sono di diversi tipi, alcune evidentemente “moderne”, altre che si girano con una cordicella. Io non sono riuscita a farle girare, quelle con la corda! Con un piccolo timer facevano la gara a chi riusciva a far girare la trottola più a lungo :-)
Abbiamo anche fatto un po’ di origami, e la mamma ha insegnato a noi come fare un cestino di carta, utile per buttare l’immondizia quando si è per strada e non si ha la possibilità di liberarsi di cose unte, ad esempio. E ha anche spiegato che in Giappone gli origami non sono solo un passatempo per i bambini ma sono di utilità per tutti. La forma più famosa è quella del cigno, che si porta anche come simbolo di pronta guarigione :-)
Nel frattempo, il papà era andato a ritirare la torta di Natale che avevano prenotato alla pasticceria. Dal momento che il Natale non è una festa molto sentita dai giapponesi, normalmente si fanno delle festicciole e si mangiano queste torte fatte di pan di spagna e condite/decorate con panna e fragole. Sì, fragole. Come, in inverno? Sì, perché il rosso ricorda loro il colore del Natale. Oramai la “torta di Natale” con le obbligatorie fragole è diventata una tradizione, per così dire. Qui alcuni video:
Questa qui, però, aveva come frutta pesche e ananas, dal momento che da poco avevano festeggiato il compleanno di Hayato con una torta alle fragole. Solo una fragola era stata messa come decorazione a mo’ di babbino Natale, sapientemente litigato tra i fratellini ^^
Poi la signora mi ha mostrato il loro album dei nengajō (年賀状). Le nengajō sono delle cartoline che tutti inviano a parenti, amici e colleghi/superiori a lavoro per augurare buon anno. I giapponesi non sentono il Natale, ma per loro il Capodanno è molto importante e per questo si inviano queste cartoline personalizzate che – non a caso – intasano le poste di questi tempi. Le tiene tutte sistemate in un album come i nostri per le foto, sia le proprie sia quelle ricevute di anno in anno. Molte sono colorate e la maggior parte mostrano foto dei figli di amici. Ho quindi saputo della cerimonia dello shichigosan (七五三): quando le bambine compiono tre e sette anni, e quando i bambini ne compiono cinque, prendono parte ad una cerimonia religiosa e vengono quindi vestiti molto bene. In genere le bambine indossano graziosissimi kimono, ma i bambini possono indossare sia abiti tradizionali sia occidentali – come è stato il caso del completo di Hayato, comparso sul nengajō del 2012.
Dopo abbiamo giocato a carte, mi hanno insegnato il bridge ^^
Lasciata la famiglia, sono partita alla volta di Roppongi Hills. Sapevo che lì c’erano le decorazioni più belle di Tokyo, inoltre c’era un concerto di Natale e un mercatino di Natale. Quale occasione migliore per dare un’occhiata?
Il mercatino era sfizioso specialmente per le decorazioni, in stile tedesco. Purtroppo era davvero molto piccolo, in confronto a quello che fanno a Vienna ovviamente. Inoltre i prezzi erano proibitivi, anche la decorazione più insignificante non veniva meno di 800 yen e spesso si parlava di 1200-1500 yen per un solo ninnolo. Ho mangiato un pretzel con il burro e un caffè con i marshmallow giusto per lo sfizio del cibo tradizionale di Natale, e poi sono scesa giù dove stavano suonando per il concerto di Natale.
| mercatino |
| concerto visto dall'alto |
Le decorazioni erano effettivamente molto belle, e meno pacchiane di quelle in Kichijōji.
Poi sono tornata indietro in direzione della stazione, visto che nelle vicinanze c’era il museo “Mori Art Museum” e l’osservatorio: si potevano visitare entrambi per 1500 yen (io, da studente, ne ho pagati solo 1000). Ci hanno fatto salire oltre al cinquantesimo piano, e abbiamo visto tutta Tokyo dall’alto dell’osservatorio. Bello, si vedeva anche la torre di Tokyo illuminata e con l’immagine di un cuore al centro… purtroppo la digitale non serve a molto per le foto di sera.
Successivamente ho visitato il museo: è una mostra molto ben fatta dell’architettura giapponese del dopoguerra. Non ho capito a pieno tutto per via della mia poca esperienza in architettura, ma credo che uno studente della materia non dovrebbe perdersela se ha la possibilità di vederla. Si parla molto di Kenzō Tange e una cosa che mi ha colpita particolarmente è stata l’unità in capsule… che effettivamente è stata realizzata!
Che dire, una anti-vigilia diversa dalle altre…
Buone Feste e felice anno nuovo a tutti! Fra poco si parte per Kyoto ;-)
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