Salve… so di aver completamente abbandonato il blog dopo qualche tentativo, ma perdonatemi: non è stato facile conciliare studio con lavoro e con la vita privata, in questo vorticosissimo, faticosissimo anno in Giappone.
Sì, perché fra poco sarà finito questo periodo di borsa di studi nella terra del Sol Levante. In effetti, i corsi sono già terminati a metà luglio con relativi esami, ed ora mi mancano solamente 20 giorni a partire da oggi per salutare tutti, vedere le ultime cose, ultimare qualche compera e godermi il Giappone senza l’onere del baito e dello studio con relativi compiti ed esami.
Ho immediatamente festeggiato la fine delle lezioni con un bel viaggetto ad Okinawa in compagnia delle care Bea e Alice, che resteranno qui alla TUFS per un altro semestre ancora.
Se avrò tempo ne scriverò, ma ci sono troppe cose da dire in merito alla parte finora più bella del Giappone (se ancora di Giappone si può parlare)!
Per adesso vi faccio una breve carrellata delle ultime cosette che ho visto in questi giorni, in particolare di quei posti bellissimi che qui non mancano mai, che sono perfetti in primavera ed estate e che secondo me dovrebbero essercene di più in Italia: i parchi.
I parchi/giardini – come li si vuol chiamare, a volte è un po’ difficile fare una distinzione all’occidentale tra le due cose – sono, ancora di più nel caso di Tokyo, delle splendide oasi di verde nascoste nella marea di grattacieli della metropoli: ci si può stupire che all’improvviso se ne trovi uno tra un palazzo e l’altro. Quando si entra in un parco, però, l’atmosfera cambia completamente e quasi dimentichi di essere nella caotica Tokyo ricoperta di asfalto bollente del mese di Agosto. Personalmente a me piace molto passeggiare per i parchi, e visto che sono sempre strapieni di alberi (alcuni sono dei veri e propri boschi, come quello dove si trova la mia università [1]) l’ombra è davvero una salvezza dal caldo afoso che avvolge come una cappa la regione del Kantō[2].
| Vista dei Grattacieli di Shinjuku dall'interno dello Shijuku Gyoen. |
Il biglietto è venuto a fare 200 yen a testa, quindi una bazzecola, e ne è valsa la pena. Per chi vuole darci un’occhiata, ecco il sito:
http://www.env.go.jp/garden/shinjukugyoen/english/
| Aiuola delle rose. |
| Kyuugoryoutei. |
Poi aveva non solo vie alberate come boschi, ma anche prati sterminati con l’erba soffice, al punto che Francesca non ha saputo resistere alla tentazione di sdraiarcisi!
Peccato solo che nel parco non si possono portare giochi con la palla o alcolici… ma forse è meglio così :-) i giapponesi ci tengono in maniera serissima a non sporcare i loro innumerevoli parchi. Hanno un senso della natura da lasciare intatta così com’è che sembra quasi un imperativo categorico interiore, per cui non concepiscono l’idea che un parco si possa rovinare o alterare. E a me piace così. I parchi sono sempre pieni di mamme con i bambini, gente che fa jogging, e a seconda dei parchi, padroni che portano cagnolini al guinzaglio. Ed ora che è estate, il rumore assordante delle cicale (semi, 蝉) riempie i parchi di giorno, e sono così rumorosi che non lo si immagina. I giapponesi tengono ai fiori e agli insetti come se fossero cose preziosissime, non tanto per un ideale rispetto della natura alla wwf, ma perché sono abituati dall’alba dei tempi a distinguere le stagioni in base a tre cose: al pesce, ai fiori e agli insetti. Per cui, il rumore delle cicale nei parchi che per un occidentale potrebbe sembrare da uscire di testa (sono davvero rumorose), non è altro che l’allegro segnale che ormai siamo in estate.
Abbiamo visto un tipo di cicale chiuse in una gabbia su una bancarella qualche giorno fa, a un matsuri ad Asagaya [3]. Erano abbastanza piccole se si conta che in Giappone tutti gli insetti sono bestie enormi, ma strillavano come delle ossesse. Non credo di aver mai visto un insetto strillare tanto… Marica ci ha spiegato candidamente: “noi con questi capiamo le stagioni”, ad indicare come è importante il suono delle cicale, e come è naturale che in estate ci sia ovunque il loro assordante frinire.
Sentite qui:
http://www.youtube.com/watch?v=uU590YfM6RA
Questo è il piacevole suono rompiballe che sento perfino ora dalla mia stanzetta :-) la colonna sonora dei parchi giapponesi in estate.
| Kitanomaru Kouen. |
| Kitanomaru Kouen. |
e ovviamente l’altro ieri mi sono persa per delle ore al Parco di Inokashira vicino casa, a Kichijōji (Inokashira Kōen, 井の頭公園)…
ce ne sono così tanti che è impossibile enumerarli tutti!
Sono stata di recente a Nagoya per un festival sui cosplay, e ne abbiamo approfittato per visitare il Giardino Tokugawa (Tokugawa-en,徳川園 ) con annesso museo.
| Paesaggio d'acqua nel Tokugawa-en. |
Era davvero molto bello, un boschetto con tanto di cascate oltre ai laghi con i ponticelli e le carpe colorate…
Stanche dal viaggio, ci siamo sedute sulle rocce di un ruscello e abbiamo lasciato refrigerare i piedi nell’acqua del torrente. Che dire, una bella sensazione!
| Bea si sciacqua i piedi nel ruscello del Tokugawa-en. |
| Tokugawa-en. |
| Tokugawa-en. |
Senza contare il parco di Yoyogi, che mi conserverà per sempre il ricordo del mio primo “sgangherato” hanami tramutatosi in una bevuta notturna - ci sono arrivata che era già sera e si stavano levando le tende direzione Shibuya…!
Di natura ce n’è tanta e non è difficile trovarla, è solo un peccato che noi non riusciamo a incastonarla ugualmente nel paesaggio urbano del nostro Paese e soprattutto a rispettarla senza renderla una sporcizia o un raduno per malintenzionati. Ed è un peccato che le autorità non se ne curino bene come dovrebbero.
Penso alla villa comunale di Pomigliano, a come è stata ridotta dai vandali, e mi sale una tristezza visto che lì dentro ci ho passato tutta la mia adolescenza. Si potrebbe trattare meglio invece di imbrattarla con spray scrivendoci ingiurie, portarci i cani senza raccoglierne gli escrementi, distruggere gli edifici e il palco degli spettacoli, insozzare l’acqua dello stagno.
Note:
[1] La Tokyo University of Foreign Studies (東京外国語大学) si trova a Tama, una frazione della città di Fūchū (Tōkyō), ed in particolare nelle adiacenze del bosco di Musashino (武蔵野森). Ma a guardarlo si capisce subito che è sia un parco che un bosco!
[2] in giapponese il termine “regione” (chihō, 地方) non è inteso in termine politico-amministrativo ma ha una connotazione meramente geografica. La Regione del Kantō è quella zona centrale dove si trova la prefettura di Tōkyō, a nord-est c’è la tristemente famosa regione del Tōhoku (東北, che significa appunto “nord-est”) dove si trova la prefettura di Fukushima, mentre a più sotto del Kantō abbiamo la famosa regione del Kansai (関西) dove si trovano le città/prefetture di Kyōto e Ōsaka, poi ancora ci sono le isole Ryūkyū dove c’è Okinawa. Ovviamente se ho omesso/sbagliato qualcosa, chiedo venia!
[3] matsuri (祭り) sono le feste, noi le chiameremo “feste di paese” anche se non sono proprio così. Si celebrano in onore di un tempio o per il sopraggiungere di una stagione, insomma l’atmosfera è molto chiassosa e le strade si riempiono di bancarelle di cose da mangiare :-) ps. La lettura on’yomi è “sai”, per cui a volte si trova un matsuri che si chiama xxxsai (la festa delle lingue alla TUFS si chiama appunto Gaigo-sai 外語祭; il Carnevale si chiama shaniku-sai 謝肉祭dove sha 謝significa “ringraziare” e niku 肉significa “carne”).

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